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Recensione

"Immortal." di Alma Kastu.


Titolo: Immortal
Autore: Alma Kastu.
Editore: Longanesi
Anno: 2012
Pag. 442









È un inverno che non dà scampo quello che avvolge nel gelo e nella neve il piccolo paese di St. Andrew, nel Maine, a pochi chilometri dal confine canadese. È notte e la foresta ghiacciata pare sussurrare nell'oscurità. Luke, giovane medico di turno al pronto soccorso, si ritrova davanti una ragazza dall'apparente età di diciannove anni e dalla bellezza eterea e struggente. È atterrita e chiusa nel silenzio, ma i suoi occhi sembrano gridare. Ha appena ucciso un uomo, abbandonandone il cadavere nel bosco. Si chiama Lanny e, con voce appena udibile, sostiene di aver ucciso quell'uomo perché era stato lui a chiederglielo. Prega Luke di aiutarla a scappare. Quando il dottore rifiuta, Lanny afferra un bisturi e si squarcia il petto nudo. Quello che succede dopo cambierà le loro vite per sempre. Luke, sconvolto, accetta di aiutarla a scappare oltre confine. E durante la fuga, lei gli rivela il proprio passato. Lanny è immortale e ha più di duecento anni. Il suo è il racconto di una donna travolta da un amore torbido, appassionato e mai ricambiato abbastanza. È il racconto di un uomo ossessionato dalla bellezza e dal bisogno oscuro di possederla, un uomo che trasforma la passione fisica in uno strumento di dominio. È il racconto del terribile prezzo da pagare in cambio della vita eterna.

Sensuale, struggente e, a tratti, violento romanzo, la cui trama dallo stile articolato ed elaborato si divide su tre diversi e distinti registri temporali e narrativi:
Presente, ambientato nella Parigi e nel Maine contemporanei, con protagonisti l'immortale Lanore ed il fallito medico Luke; passato, ambientato in un villaggio dalle visuali ristrette e perbeniste del Maine e, successivamente, nella Boston del 1800, con la voce narrante della protagonista Lanore in prima persona che racconta le sofferenze causatele dal suo amore per il più bello del villaggio Jonathan e, successivamente, il suo incontro col misterioso, affascinante e ricchissimo Adair; passato, ambientato in Ungheria e Romania, con la narrazione in prima persona della vita di quest'ultimo.
Un inno all'amore in tutti i suoi aspetti, neri, bianchi e grigi, appassionati, egoisti, violenti, laddove il miracolo dell'esistenza di esseri immortali viene equiparato alla fede e alla religione: va serbato in solitudine e protetto dagli occhi indiscreti e, a volte, implacabili della ragione e della scienza.
Devo ammettere che l'ho divorato, ma ci sono stati certi aspetti del libro che non sono riuscita proprio ad apprezzare. La crudezza e l'orribilità di alcuni personaggi innanzitutto...
Jonathan l'ho detestato quasi dal primo momento, torppo bello, troppo egoista, superficiale e dalla mentalità chiusa. Ma la vera mazzata è stata quella riguardante Adair! 
Dopo le sue prime violente e terribili comparse nella storia me ne sono innamorata, sembrava proprio essere il cattivo, egoista che in realtà nasconde un cuore che batte ancora... Invece no! Che colpo di scena terribile quello che lo riguarda, che scoperta da mozzare il fiato, ci sono rimasta davvero malissimo devo proprio ammetterlo. Pensavo che potesse essere un giusto sostituto a Jonathan, ma chiaramente mi sbagliavo. 
Ho amato però la vasta gamma di personaggi dai caratteri più particolari e differenti. Un così gran numero di personaggi tutti diversi l'uno dall'altro, che in certi momenti ti fanno quasi andare in confusione. Ho trovato interessante anche l'alternarsi di momenti di estrama quiete (quasi fino alla noia) e di colpi di scena che fanno trattenere il fiato.
Immortal termina lasciando dietro di sé molti interrogativi senza risposta, che sono il più inequivocabile segno che ci sarà un seguito... Esattamente, perché questo libro è il primo di una trilogia e io non posso far altro che dire: vedremo nei successivi come andrà a finire!

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