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Recensione

"Correndo con le forbici in mano." di Augusten Burrought.


Titolo: Correndo con le forbici in mano.
Autore: Augusten Burrought.
Editore: Rizzoli.
Anno: 2008
Pag. 296












La corsa di Augusten inizia a nove anni e non rallenta più per tutta l'adolescenza, incastrata tra quel grottesco insegnante di matematica alcolizzato che dovrebbe essere suo padre e una madre sofisticata e vanesia che sogna di vedere i propri versi pubblicati sul "New Yorker". Con le sue giacche blu navy, i capelli sempre laccati e il sogno glamour di diventare parrucchiere per dive o medico in una soap-opera, Augusten viene letteralmente scaricato dalla madre al dottor Finch, il suo psichiatra. Nella casa tutta rosa dove il dottore vive insieme alla moglie, appollaiata davanti alla televisione a sgranocchiare crocchette per cani, si aggirano i loro figli, sette tra biologici e adottivi, e tutti i pazienti variamente psicotici che entrano nella pink house e molto spesso decìdono di non uscirne più, di farsi adottare o di sedurre uno qualsiasi dei membri della famiglia.


"Correndo con le forbici in mano" è un libro autobiografico scritto con uno stile ed un'ironia geniali che coinvolgono immediatamente il lettore. Sfogliare questo libro è un passatempo appassionante e leggero al tempo stesso, l'autore scrive per immagini e il testo si legge tutto d'un fiato. Per quanto surreali sembrino essere alcuni fatti narrati e altrettanti siano duri e dolorosi, sono trattati dall'autore con cinica ironia a volte sconfinante nel grottesco, che lascia spazio alla riflessione senza compatimenti. Temi affrontati in questo romanzo di formazione sono l'omosessualità, le dinamiche di una famiglia divisa dal divorzio, la psicoterapia.
L’autore parla di sé dall’eta’ di nove anni accompagnandoci lungo l’intricato percorso della sua vita di bambino , pre-adolescente, adolescente.
Figlio di una madre poetessa fallita, o meglio mai sbocciata, psicotica ed egocentrica e di un padre insegnante alcolizzato ed indifferente.
Augusten e’ bambino di nove anni, di modi gentili, attento alla sua immagine, che ama avere la piega ai pantaloni di poliestere e i capelli perfettamente in ordine, che passa le giornate a scrivere un diario sognando di diventare il fondatore di un marchio internazionale di prodotti di bellezza.
Fa tenerezza questo ragazzino e vedere come descrive la vita che gli si sta srotolando sotto i piedi come un vecchio enorme tappeto tarmato e impolverato.
Sì perché quasi da subito la sua vita assume una piega alquanto sgradevole e inaspettata, che lo porterà a vivere situazioni bizzarre, angosciose e a volte decisamente terribili. Questo ragazzino si troverà circondato da individui che si possono definire decisamente tutti "folli", che diventeranno la sua nuova famiglia nella quale lui imparerà a vivere. Con il passare del tempo, crescendo però Augusten si renderà conto che non tutto quello che ha impareto a pensare come "normale" o "innocuo" lo è realmente.
Per mia sfortuna, ho letto il libro dopo aver visto il film e me ne dispiaccio davvero molto. Infatti trovo che il libro, dal modo in cui è scritto a quello che narra, è davvero meraviglioso. Nasconde tra le righe messaggi e insegnamenti che non in tutti i libri si trovano e credo che siano presenti solo nei migliori.
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