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Recensione

"Il trono di spade - Il grande inverno." di George R.R. Martin.


Titolo: Il trono di spade - Il grande inverno.
Autore: George R.R. Martin
Editore: Mondadori
Anno: 2011
Pagine: 855












In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L'ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all'ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all'estremo Nord, la Barriera - una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei -sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono allora quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita, o il senno, a chi ha la mala sorte di incontrarli? La fine della lunga estate è vicina, l'inverno sta arrivando e non durerà poco: solo un nuovo prodigio potrà squarciare le tenebre. Intrighi e rivalità, guerre e omicidi, amori e tradimenti, presagi e magie si intrecciano nel primo volume della saga de "Le cronache del ghiaccio e del fuoco". Questa edizione presenta in un volume unico "Il trono di spade" e "Il Grande inverno", corrispondente al Libro primo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, così come concepito dall'autore.

È impossibile scindere il commento de "Il Trono di Spade" dall'intero ciclo "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco". Stiamo infatti commentando il primo romanzo di una saga articolata, complessa, ma soprattutto in divenire.
Per chi non lo conoscesse, Martin è, probabilmente, uno dei più grandi maestri fantasy vivente. La sua grandezza è indubbia, basti guardare la quantità di premi Nebula e Hugo vinti nella sua lunga carriera nonché la quantità di libri venduti nel Mondo.
La narrativa di Martin si colloca nel filone della "Dark Fantasy", Il Trono di Spade è infatti un fantasy maturo, cupo e sanguinoso. L'atmosfera che ed il senso di disagio è emblematicamente riassunta dal motto della Casata Stark: "l'Inverno sta arrivando".
I Sette Regni, il Mondo creato da Martin, sono in una fase di calma apparente, Il Re è stanco e sottomesso alla moglie ed ai Lannister; gli Stark a Nord vedranno la loro vita sconvolta dal succedersi degli eventi. Gli ultimi eredi rimasti della casa Targaryen stanno faticosamente cercando di riconquistare il loro posto sul Trono di Spade.
Le vicende narrate da Martin potrebbero appartenere ad un Medioevo alternativo al nostro, se non fosse per qualche elemento soprannaturale, che l'autore sapientemente distribuisce all'interno della trama: gli Estranei al di là della Barriera, la rinascita dei Draghi,.... Questa commistione di elementi propri del romanzo storico, con alcune connotazioni fantasy, rendono il romanzo realistico e credibile in ogni sua parte.
La bellezza del Romanzo e delle "Cronache" risiede, inoltre, nella modalità con cui Martin racconta la storia: i cosiddetti PoV (Point of View). Non è presente un narratore, i protagonisti della storia raccontano la loro versione con le informazioni a loro disposizione. Spesso capita, infatti, di ascoltare una versione della storia diversa in funzione del punto di vista narrante.
Questa tipologia di narrazione rende il lettore all'oscuro di ciò che effettivamente è successo, e lo lascia in dubbio sino a quando non si riscontrano prove effettive ed eventi certi che testimoniano il reale accadimento di un evento.
Sebbene tutto ciò possa sembrare complesso ed inutilmente contorto, posso assicurare che il risultato è estremamente piacevole e divertente.
Una nota a parte merita il sadismo di Martin nella gestione dei propri protagonisti: nessuno è al sicuro dal destino. L'autore non ha alcuna remora nel "far morire" i personaggi, anche quelli principali e più amati.
Tirando le somme, il Trono di Spade è un ottimo romanzo che invoglia in modo patologico alla lettura degli altri romanzi della Saga.

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