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Recensione

"Dio di illusioni" di Donna Tartt.


Titolo: Dio di illusioni
Autore: Dorna Tartt
Editore: Bur Rizzoli
Anno: 2014
Pagine: 622













Un piccolo raffinato college nel Vermont. Cinque ragazzi ricchi e viziati e il loro insegnante di greco antico, un esteta che esercita sugli allievi una forte seduzione spirituale. A loro si aggiunge un giovane piccolo borghese squattrinato. In pigri weekend consumati tra gli stordimenti di alcol, droga e sottili giochi d'amore, torna a galla il ricordo di un crimine di inaudita violenza. Per nascondere il quale è ora necessario commeterne un altro ancora più spietato...

Stile inconfondibile, romanzo di vita, di sentimenti, di rapporti umani, di amicizia portata all'eccesso. Drammatico e psicologico, caratterizzato da una profonda sensibilità nello "scavare" nell'animo dei personaggi, così diversi ma così complementari. Come già evidenziato, particolare cura e attenzione sono dedicate ai protagonisti, ognuno con i propri caratteri distintivi, ognuno magistralmente calato nel proprio ruolo, ognuno collocato al posto giusto e al momento opportuno. Coraggioso, scritto benissimo, credibile nel suo realismo raffinato e colto, che avrebbe potuto far deragliare l'autrice continuamente e che invece la fa andare diritta verso l'epilogo. I personaggi sono riusciti e affascinanti, l'ambiente ricostruito nei dettagli ben giustificati, sebbene numerosi, tipicità della scrittura della Tartt che solo qui trova però piena autorevolezza, perduta in maniera costante nelle due opere successive, ridondanti e semplicemente noiose. Il romanzo mi ha regalato grandi emozioni! Sorprendente anche questa volta!

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